L’acne è una malattia infiammatoria, con un destino scritto nel Dna. Parola dei dermatologi italiani, riuniti a Napoli per il IV Congresso nazionale. «Colpisce l’80% dei giovani, soprattutto le donne, ma si diffonde sempre più anche tra i trentenni», avvertono gli esperti. «Fino ad oggi l’acne è sempre stato ritenuto un problema estetico causato dall’ostruzione di una ghiandola sebacea. I processi infiammatori venivano così considerati una semplice conseguenza causata dai batteri, e non la causa. Il che ha sempre portato a una cura con farmaci diversi da quelli con un efficacia antinfiammatoria», spiega Giuseppe Monfrecola, della Clinica dermatologica dell’università Federico II di Napoli. «Oggi invece - prosegue - sappiamo che le persone con l’acne hanno spesso una predisposizione genetica a sviluppare vivaci processi infiammatori, e per curare con successo la malattia dobbiamo intervenire con farmaci disinfiammanti». Farmaci che sono per lo più topici o sistemici. Mentre i primi sono indispensabili e comportano un’applicazione locale di creme e pomate, i secondi vengono utilizzati in aggiunta ai topici nei casi più gravi e prevedono l’assunzione di farmaci per via orale.
Per allungarsi la vita meglio frequentare i giovani
Stare insieme con i più giovani allunga la vita. I rapporti sociali con le nuove generazioni hanno, infatti, effetti benefici e consentono di vivere di più senza ricorre necessariamente a farmaci miracolosi o sacrifici esagerati a tavola e in palestra. A rivelare uno dei segreti della longevità è un piccolo moscerino, studiato da ricercatori americani che hanno pubblicato la loro scoperta sulla rivista scientifica Pnas.
Il jet lag si sconfigge con il digiuno
Regolare l’orario dei pasti più aiutare i viaggiatori a riprendersi dal jet lag, il malessere dovuto agli spostamenti in aereo (specie con cambiamento di fuso orario). Lo indica uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Science. Dopo uno studio sui topi i ricercatori dell’Università di Harvard ritengono che il cervello abbia un secondo «orologio alimentare» che non perde di vista l’orario dei pasti, piuttosto che il giorno. Quando il cibo scarseggia, l’orologio alimentare prende il sopravvento su quello principale, tenendo gli animali svegli finché non trovano di che nutrirsi. Allo stesso modo, pendolari e viaggiatori possono tenere a bada la stanchezza non mangiando, suggeriscono i ricercatori su Science. I nostri cicli quotidiani di sonno, comportamento e metabolismo sono governati da un potente «orologio maestro», che si trova in un’area del cervello nota come nucleo suprachiasmatico. Infrangere queste ritmi «circadiani» può essere collegato all’insonnia, alla depressione, a malattie cardiache, a tumori e disturbi neurodegenerativi.
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