Orticaria, acne, dermatite e psoriasi insidiano milioni di italiani. Secondo le stime fino al 55 per cento degli abitanti del Belpaese ha un problema cutaneo, e di questi il 18-27 per cento necessita di cure mediche. Si va da problemi cosmetici (pelle secca e rughe), a una moltitudine di condizioni acute, subacute o croniche, fino a malattie gravissime che, se non trattate, possono portare alla morte.
In Italia c'è un dermatologo ogni 13 mila persone. Si calcola inoltre che il 30 per cento delle prestazioni mediche generali riguarda problemi della pelle. Il melanoma, tumore maligno della pelle, è in crescita costante: dai 5-7 casi ogni 100 mila abitanti di trent'anni fa ai 10-30 casi attuali. In Italia si contano circa quattromila morti, con settemila nuovi casi ogni anno.
lunedì 16 giugno 2008
«L’acne è già scritta nel Dna»
L’acne è una malattia infiammatoria, con un destino scritto nel Dna. Parola dei dermatologi italiani, riuniti a Napoli per il IV Congresso nazionale. «Colpisce l’80% dei giovani, soprattutto le donne, ma si diffonde sempre più anche tra i trentenni», avvertono gli esperti. «Fino ad oggi l’acne è sempre stato ritenuto un problema estetico causato dall’ostruzione di una ghiandola sebacea. I processi infiammatori venivano così considerati una semplice conseguenza causata dai batteri, e non la causa. Il che ha sempre portato a una cura con farmaci diversi da quelli con un efficacia antinfiammatoria», spiega Giuseppe Monfrecola, della Clinica dermatologica dell’università Federico II di Napoli. «Oggi invece - prosegue - sappiamo che le persone con l’acne hanno spesso una predisposizione genetica a sviluppare vivaci processi infiammatori, e per curare con successo la malattia dobbiamo intervenire con farmaci disinfiammanti». Farmaci che sono per lo più topici o sistemici. Mentre i primi sono indispensabili e comportano un’applicazione locale di creme e pomate, i secondi vengono utilizzati in aggiunta ai topici nei casi più gravi e prevedono l’assunzione di farmaci per via orale.
Per allungarsi la vita meglio frequentare i giovani
Stare insieme con i più giovani allunga la vita. I rapporti sociali con le nuove generazioni hanno, infatti, effetti benefici e consentono di vivere di più senza ricorre necessariamente a farmaci miracolosi o sacrifici esagerati a tavola e in palestra. A rivelare uno dei segreti della longevità è un piccolo moscerino, studiato da ricercatori americani che hanno pubblicato la loro scoperta sulla rivista scientifica Pnas.
Il jet lag si sconfigge con il digiuno
Regolare l’orario dei pasti più aiutare i viaggiatori a riprendersi dal jet lag, il malessere dovuto agli spostamenti in aereo (specie con cambiamento di fuso orario). Lo indica uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Science. Dopo uno studio sui topi i ricercatori dell’Università di Harvard ritengono che il cervello abbia un secondo «orologio alimentare» che non perde di vista l’orario dei pasti, piuttosto che il giorno. Quando il cibo scarseggia, l’orologio alimentare prende il sopravvento su quello principale, tenendo gli animali svegli finché non trovano di che nutrirsi. Allo stesso modo, pendolari e viaggiatori possono tenere a bada la stanchezza non mangiando, suggeriscono i ricercatori su Science. I nostri cicli quotidiani di sonno, comportamento e metabolismo sono governati da un potente «orologio maestro», che si trova in un’area del cervello nota come nucleo suprachiasmatico. Infrangere queste ritmi «circadiani» può essere collegato all’insonnia, alla depressione, a malattie cardiache, a tumori e disturbi neurodegenerativi.
Per allungarsi la vita meglio frequentare i giovani
Stare insieme con i più giovani allunga la vita. I rapporti sociali con le nuove generazioni hanno, infatti, effetti benefici e consentono di vivere di più senza ricorre necessariamente a farmaci miracolosi o sacrifici esagerati a tavola e in palestra. A rivelare uno dei segreti della longevità è un piccolo moscerino, studiato da ricercatori americani che hanno pubblicato la loro scoperta sulla rivista scientifica Pnas.
Il jet lag si sconfigge con il digiuno
Regolare l’orario dei pasti più aiutare i viaggiatori a riprendersi dal jet lag, il malessere dovuto agli spostamenti in aereo (specie con cambiamento di fuso orario). Lo indica uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Science. Dopo uno studio sui topi i ricercatori dell’Università di Harvard ritengono che il cervello abbia un secondo «orologio alimentare» che non perde di vista l’orario dei pasti, piuttosto che il giorno. Quando il cibo scarseggia, l’orologio alimentare prende il sopravvento su quello principale, tenendo gli animali svegli finché non trovano di che nutrirsi. Allo stesso modo, pendolari e viaggiatori possono tenere a bada la stanchezza non mangiando, suggeriscono i ricercatori su Science. I nostri cicli quotidiani di sonno, comportamento e metabolismo sono governati da un potente «orologio maestro», che si trova in un’area del cervello nota come nucleo suprachiasmatico. Infrangere queste ritmi «circadiani» può essere collegato all’insonnia, alla depressione, a malattie cardiache, a tumori e disturbi neurodegenerativi.
Il sole e l'acne
Ci sono due posizioni differenti sul rapporto tra sole e acne. C'è chi dice che faccia bene, chi invece sconsiglia assolutamente l'esposizione ai raggi U.V.A. Certo è che dopo le prime giornate al mare, il viso sembra più pulito e la pelle leggermente dorata riesce a camuffare le imperfezioni, ma quando si interrompe l'esposizione al sole l’acne torna a causa di effetti collaterali dei raggi solari.
Ecco quindi alcuni consigli per un’abbronzatura senza ‘brutte’ conseguenze:
- Prima di esporvi al sole, sospendi tutti i trattamenti che stai effettuando contro l’acne. Antibiotici e retinoidi per uso orale vanno sospesi almeno un mese prima di esporsi al sole, mentre lozioni e pomate almeno una settimana prima.
- Evitate le ore più calde e utilizzate sempre una crema solare adatta, evitando quelle molto grasse perché possono favorire il ristagno del sebo nei pori. Vanno bene tutti i prodotti che recano la dicitura “non comedogenici”.
- Eseguite una profonda pulizia della pelle con prodotti esfolianti e applicate sostanze cheratolitiche e comedolitiche.
Ecco quindi alcuni consigli per un’abbronzatura senza ‘brutte’ conseguenze:
- Prima di esporvi al sole, sospendi tutti i trattamenti che stai effettuando contro l’acne. Antibiotici e retinoidi per uso orale vanno sospesi almeno un mese prima di esporsi al sole, mentre lozioni e pomate almeno una settimana prima.
- Evitate le ore più calde e utilizzate sempre una crema solare adatta, evitando quelle molto grasse perché possono favorire il ristagno del sebo nei pori. Vanno bene tutti i prodotti che recano la dicitura “non comedogenici”.
- Eseguite una profonda pulizia della pelle con prodotti esfolianti e applicate sostanze cheratolitiche e comedolitiche.
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